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Klickoff: la guerra digitale dei bottoni

Klickoff, si spegne un bottone e… non potrai più leggere questo articolo. Non solo questo.
Immagina di svegliarti, domani mattina e, all’improvviso, non funziona più whatsapp, non vedi più quelli che chiami amici sulla piazza di FB, chi ti ha scritto su msn, chi ha risposto ad una inserzione, non puoi più controllare il tuo conto virtuale, né puoi ritirare i soldi, si blocca il minatore di bitcoin e…ebbene, avete capito benissimo di cosa sto parlando.
Addio sito! Addio internet!
Però, a parte questo articolo che volutamente sto digitando, tutte le poesie e i racconti li ho salvati anche sui quaderni, blocchi da disegno, agende, ecc…
Sapete, della serie: la quarta guerra mondiale la combatteremo con sassi e fionde, come ha detto qualcuno.
(Speriamo mai).
Un consiglio? Mettete in salvo tutto, da ora. Fatevi furbi. Perché è sempre la solita storia della guerra dei bottoni.

Klickoff. La guerra digitale dei bottoni

Conosci la guerra dei bottoni? È un famoso libro scritto da un maestro, Louis Pergaud. Racconta la guerra che due bande di ragazzini si dichiarano. Chi perde, torna a casa slacciato. Con scarpe o vestiti senza lacci né bottoni.
I bottoni. Hanno un potere inimmaginabile.
Per di più, hanno una storia antichissima, ne sono stati ritrovati anche nella valle dell’Indostan risalenti al 2000 a.C.
Ma sapete che c’è stato un klickoff dei bottoni reale?
Un giorno qualcuno ha pensato di farli sparire.
E non solamente un giorno. Ci hanno provato diverse volte. Con l’emanazione delle leggi suntuarie. Una guerra dichiarata dai governi per far entrare più oro nelle casse. Ci hanno provato in tanti. I Greci e anche i Romani. Pensate, nel medioevo si rischiava di non riceve l’assoluzione. Venivano presi di mira tutti gli abbellimenti sui vestiti, le acconciature. Si veniva multati. Ora vi chiederete: capperi per un bottone?

Klickoff. Non solo bottoni

Eh, ma che bottone! Pensate per esempio al famoso bottone di Papa Clemente VII.
Aspettate, prima di seguire vi dico subito che questo papa apparteneva alla famiglia dei Medici, quella stessa famiglia che nel 1546, con Cosimo I, varò una legge suntuaria per la Repubblica di Firenze.
Lui si salva in tempo, ce la fa per dodici anni giusti: muore nel 1534. Ebbene, Giulio Zanobi di Giuliano de’ Medici, ovvero Clemente VII, duecento diciannovesimo papa, si fece realizzare un capolavoro di bottone da un orafo di tutto conto, Benvenuto Cellini. Se volete sapere qualcosa di più su Cellini e sulla sua vita movimentata, vi ho messo un link. Un altro bottone o tasto da spingere: Grazie Wikipedia!

In un’antica falegnameria, in Santarcangelo di Romagna, è stato allestito un vero e proprio museo del bottone. Chiaramente esistono bottoni poveri, diciamo così e bottoni preziosi. Esistono i bottoni pericolosi? Certo: quelli che soffocano. Ma la responsabilità non è dei bottoni, ovviamente. Ci sono anche quelli che ti portano nello spazio.
Starship Troopers, un film inglese del 1997, ispirato al romanzo dello scrittore di fantascienza americano Robert Anson Heinlein. In questa storia, alcuni giovani si arruolano per salvare l’universo. Come dice Ace Levy, soldato e comandante della Fanteria Mobile: Signore! Io non capisco: a che serve un coltello in una guerra nucleare? Basta solo spingere un bottone!

Bottone on, bottone off? Si perde o si vince. Esattamente come capitò ai soldati di Napoleone che a causa dei bottoni di stagno sulla giubba, come raccontano i due chimici Penny Le Couteur Jay Burreson, non resistono al gelo perché gli oggetti in questione si dissolvono alle basse temperature della steppa russa. Sarà per questo che sono state inventate le chiusure lampo? Scherzo!
Così la storia cambia.

Come il finale di questo racconto che sceglie bottoni speciali, quelli di un poeta italiano.
Dunque, andiamo a dormire tranquilli e lasciamoci ammaliare dalla bellezza della volta celeste, come ha scritto Dino Campana: “Le stelle sono bottoni di madreperla e la sera si veste di velluto”.

Fotomural Sospechando emoticon • Pixers® - Vivimos para cambiar


Però, il giorno seguente, al risveglio, trovate tempo per mettere in salvo i vostri lavori digitali: non si sa mai! 





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4 Comments

  1. Francesco says:

    Ottima Riflessione: … “ammesso e non concesso che”… Internet sparisca…
    Scripta manent!
    Affascinante come sempre è l’autrice con i suoi educativi racconti.
    Grazie!

    1. Grazie a te di cuore per questo commento
      Un abbraccio
      Emily

  2. I visit day-to-day some sites and blogs to read content, however this website offers quality based
    posts.

    1. Thanks for the comment
      a greeting
      Emily

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