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Deve bere a lungo

Deve bere a lungo
Racconto. Roma, 2004

Era un tipo strano.
Una di quelle persone che pensano di aver capito tutto.
Il classico uomo che vuole comandare perché qualcuno gli ha sempre detto che un giorno sarebbe diventato capo famiglia.
Uno forte, solo in apparenza.
In realtà, con una paura immensa della morte e ancor più delle malattie.
Aveva frequentato la scuola fino alla quinta elementare, come tanti della sua generazione.
Tutta la famiglia di Armando, finita la guerra, aveva lasciato la campagna. Era andata così.
Dopo la guerra, furono in molti ad andar via. Valigie di cartone piene di stracci e, i sogni, bisognava portarli nel cuore: non si potevano chiudere, né farne fagotto.

Deve bere a lungo. Racconto

A Roma. Sí, erano andati a Roma a cercar fortuna. Una vita piú sicura per rendersi conto, quasi subito, che non era poi così facile. Però era cresciuto, era diventato grosso, si era trovato un lavoro come muratore e pure una ragazza, Renata.
Certo, la ragazza non poteva incontrarla sempre e non da sola. Ma arrivò anche il giorno delle nozze, la festa, gli invitati, i parenti. Tutti i parenti anche quelli lasciati al paese.
La cerimonia nel santuario della Madonna che aveva fatto una grazia al fratello della sposa. Tutti contenti. La ragazza poi, era giunta al matrimonio pura. Niente disonore.
Il viaggio di nozze, le cartoline degli sposi, l’apprensione dei genitori della sposa.
Le raccomandazioni prima della partenza.
Le lacrime… sicuramente ci saranno state anche quelle.
Poi il ritorno, l’appartamento già sistemato.
Un appartamento vicino ai genitori di tutti e due. Si mette su famiglia, si va avanti. E avanti bene.

Deve bere a lungo. Racconto

Faceva bene l’uomo lui, era riuscito a mettersi per conto proprio. Una piccola ditta di costruzioni. Un sacco di bestemmie e qualche volta, a puttane.
Certe cose con la moglie non si fanno. La moglie è la moglie e quelle sono donnacce.
Ne era proprio convinto e i suoi amici glielo confermavano.
Era felice, a parte la paura della morte e delle malattie.
Anzi, più passava il tempo e più forte si faceva sentire la paura.

Arrivò il giorno che cominciò a sentirsi male e fu costretto ad andare dal medico; sempre più con il morale a terra del solito.
Aveva cominciato ad andare dal dottore con una certa frequenza: non si sa mai, meglio prevenire.
Ma se ci andava spesso, perché non gli aveva diagnosticato niente?

In realtà il medico pensava che Armando fosse un ipocondriaco e un depresso. Pensava che la depressione fosse una caratteristica della famiglia di Armando.
Comunque gli prescrisse degli esami che furono fatti. Tutti.
Armando ritirò le risposte delle analisi, cercò di leggerle anche da sé, provocandosi stati d’ansia.
Stati d’ansia che si erano già manifestati nei giorni prima del ritiro delle risposte.
Le analisi, le malattie? Soprattutto quelle impronunciabili?
Argomento fisso in ogni momento, con chiunque.
C’è chi parla sempre di politica, chi sempre di calcio e chi sempre di malattie.

Deve bere a lungo. Racconto

Il medico, quel giorno, riceveva di pomeriggio e così Armando tornò a casa per pranzo.
Da una settimana mangiava in bianco e stava molto attento.
Arrivò allo studio con mezz’ora di anticipo. L’infermiera lo fece accomodare. Non c’era nessuno. L’attesa fu terribile. Finalmente entrò.
Il dottore cercò di rassicurarlo, gli disse che era un po’ stressato e gli consigliò di bere a lungo. Di stare tranquillo perché tutti i valori erano nella norma.

Armando uscì con un unico pensiero nella testa.
Che significa bere a lungo? Come si fa?
Se lo chiedeva e richiedeva…
Gli venne un colpo di genio proprio poco prima di arrivare a casa.
Prese il tubo dell’acqua del giardino e lo fece passare per il balcone del suo appartamento.
Chiamò Renata, le disse di scendere e di aprire l’acqua ad un suo cenno.
Andò su, diede il comando alla moglie che aprì l’acqua e si mise a bere.
Ecco, ora poteva bere a lungo. Già si sentiva meglio, da non crederci.
Del resto, aveva sempre sostenuto che i rimedi naturali fossero i migliori!

Abbi cura di te,
Emily

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4 Comments

  1. Bel sito complimenti
    Alec

  2. Antonia says:

    Troppo divertente
    Grazie per questo blog
    Antonia

  3. Aurelia says:

    Divertentissimo

  4. Che cosa…

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